L’AGOPUNTURA RIDUCE LA CLAUSTROFOBIA DELLA RISONANZA MAGNETICA

I principi della medicina tradizionale cinese tra cui l’agopuntura riduce la claustrofobia della risonanza magnetica.

Questo studio esamina un approccio integrativo alla cura usando la MTC per rispondere a questa preoccupazione. I risultati indicano che prima di una procedura di risonanza magnetica, le tecniche della MTC inclusa l’agopuntura mitiga la claustrofobia. Naturalmente la selezione dei punti si basava sui principi delle sindromi dei zang fu. I ricercatori osservano che la claustrofobia è classificata nella classe “Bei Die (abietta paura)”, “Jing Ji (paura-palpitazioni)” e “Kong Zheng (paura)”.

I principali organi zang-fu correlati alla claustrofobia includono fegato, reni e cuore. Nel Su Wen (Plain Questions) , è scritto che “i reni governano la paura” e “la carenza di fegato qi porta alla suscettibilità alla paura”. Il principio del trattamento è di calmare il qi del fegato, tonificare il qi del rene e stabilizzare lo spirito e mente. I ricercatori dell’Università di Heilongjiang hanno utilizzato il seguente disegno di studio.  Tutti i pazienti presentavano claustrofobia durante una risonanza magnetica. Sono stati divisi in quattro gruppi di 40 soggetti ciascuno.

Suddivisione dei gruppi

  • Il primo gruppo ha ricevuto un protocollo basato sulle regole della MTC;
  • Il secondo gruppo ha usato l’agopuntura A sham, (significa trattamento dei punti senza rispettare l’ubicazione esatta);
  • Il terzo gruppo (agopuntura fittizia B) è stato trattato su degli agopunti non specifici delle sindrome. Per quanto riguarda il gruppo B, i ricercatori commentano che questi punti non sono efficaci per il trattamento della claustrofobia;
  • Il quarto gruppo non ha ricevuto intervento basata sulla MTC.

Il trattamento

Per i pazienti sottoposti, sono state applicate identiche tecniche di manipolazione dell’agopuntura (rotazione e torsione) a tutti i pazienti ogni 10 minuti durante un tempo di ritenzione dell’ago di 30 minuti.
(La tecnica della manipolazione dell’ago sopra elencata, vengono applicate nei nostri corsi manualmente, ed è questa la differenza con le altre scuole che utilizzano la digitopressione senza che ne rispettano la profondità dello tsubo).

Riepilogo

I risultati indicano che un trattamento di agopuntura prima di una procedura di risonanza magnetica chiusa mitiga la claustrofobia.
Scritto da Presidente dell’ASTIS Giuseppe Suppressa

Riferimenti

Wang WH, Ren XJ. Trattamento per i pazienti con claustrofobia sottoposti a risonanza magnetica [J / OL]. Chinese Journal of Woman and Child Health Research, 2017. [2018-01-10]. 
Li ZH, Zou W, Yu XP. Effetti della specificità dei punti di agopuntura sulla claustrofobia [J]. Agopuntura cinese e moxibustione, 2018.

NOZIONI DI MEDICINA TRADIZIONALE CINESE AVANZATA

Stiamo studiando in modo serio la MTC su argomenti che riguardano le “membrane” come il punto “Gào huàng”. Questo punto ha una storia molto antica essendo forse il primo riferimento all’agopuntura. Essendo oltretutto difficile da tradurre avendo due caratteri combinati, di cui si associa di solito alle membrane. Oppure, un altro esempio che riguarda la teoria dei zàng fù, che siamo abituati a considerare il concetto esposto nella MTC riferendosi al Qi, come una disciplina che enfatizza la funzione a discapito della struttura, pensando erroneamente un corpo come complesso di canali attraverso cui il Qi si distribuisce agli organi. Questo sistema è alquanto teorico, non facciamo fatica a capire che non richiama una realtà anatomica.

Filosofie di pensiero

E vero che i canali non sono anatomici, ma i zàng fù sì, infatti chi studia MTC avanzata sa che negli antichi testi quali “ Il Sun wen – Domande semplici, il Nan Jing – Classico delle difficoltà, il “Ling Shu Jing”- Perno Spirituale ne parlano assiduamente degli strati anatomici. Quindi per terminare questa breve panoramica su alcune informazioni della MTC avanzata possiamo dire che chi conosce la vasta rete dei canali principali e secondari, conoscerà anche le sue strutture di connessioni fornite dal tessuto quali Membrane (huàng)e il tessuto grasso (gào). Quindi non sarà difficile capire che il Masunaga non ha niente a che vedere con la MTC avanzata, ma ne utilizza una minima base della MTC. Come abbiamo già detto sopra, ci vuole tempo è studio approfondito su le materie che compongono la MTC, quale la moxibustione, la pulsologia, lo studio della lingua, i MTM con i punti Yuan, i cou lì con le membrane, i straordinari, le funzioni e le sindromi con protocolli specifici, i cinque punti shu antichi ecc..

Masunaga

Del resto lo shiatsu Masunaga è molto pratico per gli aspetti emozionali, quindi è giusto portare rispetto e dignità a questo stile e verso coloro che lo praticano, per cui farebbero bene che si applicassero a questo. Invece per chi desidera tuffarsi nel mondo della MTC vi sono a disposizione molte scuole di MTC e Tui na. Con questo non vogliamo dire che la MTC e più efficace dello Shiatsu, anche perché esiste un tipo di Shiatsu che ha basi nella MTC. Chi? Serizawa! Serizawa, personaggio sconosciuto nel mondo dello Shiatsu che pochi conoscono e che mai è stato preso in considerazione. Senz’altro vi sarà un motivo nonostante che è basato sulla MTC. Quindi nel mondo dello Shiatsu vi sono due scuole che vengono evidenziate, Namikoshi e Masunaga.

E Serizawa che fine ha fatto?

Del resto tutti e tre usano la digitopressione. Ma chi è Serizawa? Unica informazione almeno nel nostro territorio che dice qualcosa su lui, vi è un libro, la Tsuboterapia. Purtroppo il libro lascia molto a desiderare, studiandolo bene è incoerente con i protocolli specifici della MTC e quindi sono incompatibili, sarà forse questo che non ha preso piede in Italia e in Europa? Eppure Serizawa evidenziò l’esistenza dei meridiani meritando la laurea in Medicina in honoris causa nel 1961. Ma benché il suo metodo non è praticato in Italia, lui è molto stimato in Giappone, Cina e America. Inoltre come insegnante di agopuntura e di MTC ha dato una solita base sui Tsubo (agopunti) contribuendo a fondere la tradizione medica orientale, con la medicina occidentale.

Quindi come possiamo collocare Serizawa detta la Tsuboterapia integrata nel mondo della MTC ?

Facciamo un esempio, se stessimo trattando dei casi di qualsiasi natura, il nostro lavoro con la tsuboterapia Integrata sarà quello di usare canali e protocolli diversi e punti specifici.

Ma dal momento che non sto usando aghi, perché è un atto riservato solo a medici, la digitopressione come sarà usata?

Del resto la Tsuboterapia è un’alternativa all’agopuntura. Ebbene il metodo di Serizawa sarà quello di rispettare innanzi tutto la profondità dello Tsubo e le varie combinazioni” di solito non più di dieci agopunti”. Quindi con questo stiamo già evidenziando che i stili di Shiatsu sono diversi tra di loro. Inoltre aspetto non certo meno importante è come usare la digitopressione. Masunaga e  Namikoshi la usano su persone che si trovano in uno stato passivi, rilassati, fermi, (non ci riferiamo alle manovre naturalmente) mentre nella Tsuboterapia integrata tiene conto di una stimolazione in movimento e guidata utile per essere efficace per influire il flusso energetico del ricevente. Essendo quindi, come detto una derivazione dell’agopuntura, la digitopressione verrà usata dall’operatore della T.I. simulando la stessa modalità di un infissione di un ago.

Come agisce un agopuntore

Gli agopuntori non si limitano esclusivamente ad infliggere aghi, ma secondo le necessità li manovrano, facendoli lavorare. Inoltre le modalità di infissione possono essere lente, veloci, può essere roteante in senso orario o antiorario, ma sempre accompagnato da un movimento dell’operatore verso chi lo riceve, quindi anche il lavoro manuale di un operatore di Tsuboterapia simulerà l’ago. Può essere effettuata una stimolazione lineare da agopunto ad agopunto rispettando un protocollo su dei punti risonanti, oppure, sempre lineari a  secondo il tragitto energetico del canale principale, sempre tenendo conto che la manovra deve essere in dispersione o in tonificazione, e in più la digitopressione dovrà essere in sincronia con il movimento del ricevente. Del resto la tecnica della digitopressione alla fine non è complicata, ma ciò che la rende complessa sono le svariate regole delle sequenze della stimolazione dei punti e le loro indicazioni e azione energetica indicate dai testi.

Esempi pratici

Facciamo un esempio con una tastiera di un computer. Abbiamo 26 lettere dell’alfabeto incluse punti, virgole, trattini, ecc.. messe non a caso, ma con un criterio intelligente, facendo in modo che chi la usa lo faccia in modo veloce e corretto ma necessariamente si dovrà tenere in considerazione le variabili delle lettere per formulare una parola. Scrivendo la parola PANE, abbiamo usato quattro lettere di cui due vocali e due consonanti.Ma se scriviamo: PESCE abbiamo usato due vocali e tre consonanti, ma nelle due parole scritte “PANE e PESCE”  abbiamo usato due vocali identici P,E, ma con una combinazione di consonanti diverse creando un messaggio diverso.

Allo stesso modo con i Tsubo, benché ogni canale ha degli agopunti reperibili con numeri affiancati ma con diverse indicazioni e azioni, l’efficacia del trattamento dipenderà dal saper combinare vari tsubo presenti nei vari meridiani. Essi si collegano nella loro fitta rete energetica: canali principali, canali secondari luò, canali minuti cou lì, che sono collegati nei vari organi e visceri (zang-fu) permettendo una circolazione equilibrata dell’energia e del sangue e liquidi organici. Quindi benché possiamo usare alcuni stessi punti ma con combinazioni diverse, invieremo dei messaggio diversi ma corretti al SNC il quale potrà correggere il disturbo energetico della persona.

La Tsuboterapia è un alternativa manuale dell’agopuntura?

Il trattamento nelle combinazioni oltre a svolgere un ruolo importante sui disturbi motori o meccanici come quelli osteoarticolari, possono essere applicati anche in un campo assai più vasto, come problemi interni causati dagli stessi organi, quali disturbi urinari, ginecologici, asmatici ed altro. Dietro tutto questa analisi possiamo dire che la Tsuboterapia è un alternativa manuale dell’agopuntura basata rigorosamente sulla MTC, adatta per qualsiasi disturbo energetico esso sia. Utilizza il Tui na come preparazione manuale iniziale per la fase successiva alla stimolazione più mirata sui MTM e i Luò. Si utilizza il micromassaggio estremo orientale per la riabilitazione motoria utile per i vari traumi inclusi quelli sportivi includendo la mobilizzazione articolare sui MTM.

Conclusioni

Quindi in conclusione possiamo affermare che i nostri operatori avranno la competenza riguardo la Medicina tradizionale cinese, utile per coloro che vogliono entrare nel mondo del lavoro. La disciplina dello Shiatsu non è ancora stata riconosciuta in tutta Italia (in Friuli-Venezia-Giulia è già usato in cooperazione con la medicina tradizionale) e la formazione è affidata interamente all’iniziativa di scuole private. Tale riconoscimento è oggetto di accesi dibattiti nella comunità Shiatsu italiana, divisa tra il desiderio di conservare le peculiarità e le esperienze delle singole scuole (a modo loro che è molto più semplice è insindacabile), e i vantaggi di un riconoscimento pubblico.

Noi siamo per il riconoscimento.

STUDIO SULLA DIGITOPRESSIONE TSUBOTERAPIA INTEGRATA

La domanda più frequente che ci rivolgono durante un colloquio per l’idoneità per accedere ai nostri corsi professionali di tsuboterapia integrata basate su MTC avanzata è:

  • Lo shiatsu in particolare Masunaga e la Medicina tradizionale cinese sono in simbiosi?  Possono coesistere?
  • Chi ha in possesso di un attestato professionale da una scuola privata di operatore Shiatsu è in grado di utilizzare il suo stile integrandolo con la medicina tradizionale cinese?

Perché queste persone fanno tali domande?

Forse ve lo potete chiedere anche voi o ve lo siete già chiesto. A partiamo dall’ultima domanda, ovvero quanti operatori di shiatsu trovano collocazione nel mondo del lavoro? Ebbene chi è parte integrante delle associazioni o federazioni sanno molto bene che solo una minima parte lavora attraverso canali aziendali ospedalieri o cliniche o altro. La maggior parte cercano di emergere come insegnanti, cercando di innovare nuove metodologie alla ricerca dello spirituale. Del resto chi può obiettare se qualcuno fa bene o male? Gli unici sono i clienti, quindi dovremmo far dire loro come stanno, e per questo servirebbero delle statistiche, dei studi energetici approfonditi. Del resto quello che fa gola sono le iscrizioni ai corsi, le frequenze, allora sì che si diventa potenti, del resto anche noi come associazione ASTIS abbiamo come uno degli obiettivi.

Ma…. finché ci atteniamo ai stili giapponesi sullo Zen che include meditazione, energie, incensi, inchini, ed altro può andar bene, ma quando vogliamo mischiare il tutto con la medicina tradizionale cinese e lo zen, no…

La MTC non è sinonimo di meditazione, benché alcune cose possono riguardare marginalmente aspetti quali lo Yin e lo Yang associati al tao ecc.., ma non dimentichiamoci che questa è una scienza, vi sono dei studi al riguardo, e tali studi non possono essere trasmessi solo con alcuni seminari che riguardano le stagioni, il legno, il metallo, ecc.. o fare qualche lezione di tre o quattro ore sulla polsologia, lingua Moxa ed altro.

Detto ciò, perché vi sono maestri che praticano il Masunaga e poi sponsorizzano la Medicina Tradizionale cinese avanzata. Nessuno naturalmente può obbligare di non fare tutte e due le cose, per carità non è questo il punto, ma la riflessione è questa, perché immischiare tutte e due le cose? Se ci pensiamo bene tutto si può fare nella vita, imparare ad essere elettricista, poi fare anche il meccanico, dedicarsi alla carpenteria, poi aprire un negozio di barbiere, calzolaio ecc.. volendo una persona potrebbe farlo, ma possiamo dire che sarà una lavoratore professionale? Quindi per un operatore Shiatsu di Masunaga che vuole inserire la MTC avanzata la trovo come forzatura, la trovo come una stonatura, perché sono due figure professionali diverse. Sarà difficile utilizzarle tutte e due contemporaneamente svolgendo un trattamento, anche perché ci chiediamo: ma quale diagnosi fai? quale canale o meridiano vai a stimolare, o quali punti distali e adiacenti o punti bersaglio usi? Quindi pratichiamo uno o l’altro ma evitiamo di creare confusione anche perché ne abbiamo già tanta.

Ma ci sarà un motivo perché chi fa shiatsu Masunaga poi vuole andare sulla MTC? Ve ne sono tanti, ma quanti sono quelli che studiano la MTC in modo serio si rivolgono a Masunaga, nessuno, perché la MTC ti guiderà al Tui na se vuoi esercitarla manualmente, ma perché? Perché fanno parte della stessa natura.

EFFETTI IMMEDIATI SULLA FORZA MUSCOLARE

AGOPUNTURA E TECNICHE COMPLEMENTARI MANUALI QUALE LA TSUBOTERAPIA INTEGRATASUI MTM.

I trattamenti con agopuntura e tecniche simili quali elettro akupressure “TSUBOTERAPIA” su dei sportivi possono essere, sia terapeutici, ad esempio, lombalgia, molto frequenti, pubalgia, stiramento, distorsione, epicondilite ed epitrocleite, sia per riequilibrare l’organismo, mettendolo, in tal modo, in condizione di aumentare le performances e di abbreviare i tempi di recupero. Questi trattamenti sono molto utili nella preparazione di una gara, per arrivarvi rilassati e decontratti, sia per smaltire le tensioni successive alla prestazione agonistica, favorendo inoltre un sonno ristoratore. L’azione decontratturante permette di ridurre l’incidenza di stiramenti e strappi, che si incrementano con le tensioni, eccellenti sono l’ elettroakupressure e il micro massaggio cinese estremo orientale. Si ottengono spesso risultati sorprendenti nelle patologie acute, insorte recentemente, stimolando le capacità reattive dell’organismo, in genere elevate negli sportivi; ad esempio risulta molto efficace nel ridurre i tempi di recupero in caso di distorsioni ed ematomi. In genere, le patologie cronicizzate e sottoposte a molteplici trattamenti richiedono tempi più lunghi, ma anche in questi casi, che tra l’altro, sono quelli che più frequentemente vengono trattati con agopuntura, si ha una notevole percentuale di successi.

Aiuta a raggiungere naturalmente il massimo rendimento, non solo non danneggiando la salute, ma dando benessere psicofisico. Per esempio, é possibile evitare l’insorgenza dei crampi, con trattamenti simili a quelli effettuati nei coolies, che trasportano i risciò. Utilissima nella fase di recupero degli infortuni, sia per la sua elevata efficacia nelle patologie traumatiche, sia per la componente psichica. Infatti gli sportivi, abituati ad una intensa attività, che gli permette di scaricare nell’agonismo le tensioni, in caso di stop forzosi hanno un significativo risentimento psico-fisico. È stato effettuato uno studio clinico (controllato, incrociato) la quale ha verificato l’efficacia di una sola seduta di agopuntura nell’indurre un immediato incremento della forza muscolare. Sono state valutate 33 donne in età preadolescenziale, suddivise in tre gruppi (agopuntura, agopuntura sham*, placebo (agopuntura con laser-deattivato) in uno studio in doppio cieco incrociato.

La valutazione dell’incremento della forza è stata effettuata con misurazione dell’altezza del salto con appoggio bipodalico e misurazione della forza in contrazione massimale isometrica del quadricipite (MIVF). È stato effettuato anche un esame elettromiografico di superficie sul muscolo retto femorale. È stata verificata una differenza significativa dell’ MIVF fra il rilievo in condizioni basali e dopo agopuntura sham, mentre nell’altezza del salto non è stata evidenziata alcuna differenza. Questi risultati depongono per una certa efficacia del trattamento con agopuntura nell’incremento della forza di contrazione isometrica del quadricipite, in assenza di contributo alla performance dell’atleta. Tale rilievo può suggerire l’applicazione di tale metodica in ambito riabilitativo.

Hubscher M, Vogt L, Ziebart T, et al. Immediate effects of acupuncture on strength performance: a randomized, controlled crossover trial. Eur J Appl Physiol. 2010 Sep;110(2):353-8. Dalla Newsletter della FISA.

 

MTC – TSUBOTERAPIA E REFLUSSO GASTROESAFAGEO

Cosa ha da dire la tsuboterapia sul reflusso.

Studi epidemiologici evidenziano che fino al 25% delle persone manifestano i sintomi frequentemente mentre il 10% li manifesta quotidianamente, alterando notevolmente la qualità della vita.

Come si manifesta questa patologia ?

Questa malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) si manifesta con dei disturbi gastrointestinali molto diffusi. Tipicamente si manifesta con bruciore retrosternale e rigurgito acido nell’esofago, a volte diurni, spesso notturni. Anche disturbi del sonno possono essere causa collegati alla (MRGE). Oltre ai sintomi tipici, questa patologia può mostrarsi con una serie di disturbi che possono accompagnare il bruciore e il rigurgito, laringite e raucedine cronica (soprattutto mattutina), tosse stizzosa, asma, palpitazioni, eruttazioni, erosioni dentali, bronchiti ricorrenti e mal di gola persistenti e inspiegati. Questi sintomi “atipici” possono presentarsi da soli, rendendo necessaria una diagnosi di esclusione prima di arrivare alla malattia da reflusso. In alcuni casi compare un dolore toracico così intenso da simulare una patologia cardiaca, mentre in altri non si manifesta bruciore o dolore, e il sospetto di malattia si pone solo dopo un tempo prolungato quando compare difficoltà a deglutire per stenosi dell’esofago distale. Tale stenosi si sviluppa a causa dell’infiammazione cronica e persistente della mucosa esofagea che crea una sorta di cicatrice e impedisce la normale dilatazione dell’esofago al passaggio del bolo alimentare.

Perché si sviluppa questa sindrome ?

La causa si riscontra nell’alterazione dei meccanismi antireflusso fisiologici, ad esempio l’incontinenza dello sfintere esofageo inferiore o l’errata localizzazione della giunzione gastroesofagea sul diaframma a creare una ernia iatale. Oltre l’incompetenza delle barriere, il contenuto gastrico risale più facilmente quando: aumenta la pressione nello stomaco (dopo i pasti); si passa dalla posizione in piedi in posizione supina o chinarsi in avanti, a causa della forza di gravità; la pressione intraddominale è aumentata, altre cause possono essere.. (obesità, gravidanza, abiti stretti intorno alla vita). Gli inibitori a pompa protonica sono i primi farmaci ad essere usati, in altri casi, è necessario effettuare una gastroscopia (età avanzata, calo ponderale, disfagia, dolore epigastrico, fumo, familiarità per ulcere o tumori del tratto digerente). Spesso tuttavia la gastroscopia risulta normale o mostra solo l’ernia iatale. Poiché almeno il 60% dei pazienti non ha esofagite o erosioni alla gastroscopia, si è classificato questo tipo di reflusso senza alterazioni della mucosa come un sottogruppo di malattia a sé (NERD: non-erosive reflux disease).

Possiamo fare qualcosa?

Modificare innanzi tutto lo stile di vita e dell’alimentazione, come ridurre il consumo di caffeina, alcolici, di cibi acidi ed evitare pasti eccessivamente ricchi di grassi smettere di fumare. Può essere utile mettere due cuscini o sollevare la testiera del letto in modo da ridurre il reflusso notturno, evitare di indossare abiti stretti in vita e perdere peso nei casi di obesità. Se tali presidi non sono sufficienti cosa si fa? La terapia farmacologica standard in molti pazienti non riesce a ottenere un controllo completo dei sintomi e spesso deve essere portata avanti per anni pena la ripresa dei disturbi. A tal proposito entra in gioco la Medicina Tradizionale Cinese, l’agopuntura, la Tsuboterapia Integrata che è un trattamento efficace per il reflusso sia da sola sia in associazione ai farmaci quando questi non sono sufficienti. Studi hanno dimostrato che è possibile in molti casi eliminare il dosaggio dell’inibitore di pompa quando è associato a un ciclo di Tsuboterapia Integrata, poiché la remissione dei sintomi è la stessa della terapia con il solo farmaco a dosaggio pieno.

Il ruolo della tsuboterapia integrata

La stimolazione degli tsubo non solo è in grado di ridurre la secrezione acida gastrica, ma migliora anche la motilità gastro-esofagea favorendo lo svuotamento, limitando l’incontinenza dello sfintere esofageo inferiore e riduce la percezione del dolore. Oltre ad agire a livello locale, la Tsuboterapia Integrata può fornire inoltre un supporto globale in quanto riequilibra situazioni di stress che spesso sono alla base della persistenza o dell'aggravamento dei sintomi. Sono stati portati degli studi con l’elettrostimolazione sui punti tsubo quali: Zusanli, Zhongwan, Neiguan, Taichong e Gongsun per trattare i sintomi della malattia. Il trattamento è individualizzato, prevede in genere un ciclo di dieci sedute settimanali (o bisettimanali nei casi più gravi) che possono essere seguite da trattamenti di mantenimento con cadenza variabile a seconda del caso. Si possono effettuare anche brevi cicli di richiamo nei periodi di peggioramento stagionale (primavera e autunno), da accompagnare o meno alla terapia farmacologica.

Scritto da Giuseppe Suppressa
Presidente A.S.T.I.S.
Direttore didattico Scuola “University School European Tsuboterapia Serizawa

Testi divulgativi:
Prof. Francesco Cognetti - Direttore del Dipartimento di Oncologia medica dell’Istituto nazionale Regina Elena Primario Divisione di Oncologia medica A dell’Istituto nazionale Regina Elena per lo studio e la cura dei tumori (Roma). Past Presidente Associazione italiana di oncologia medica (AIOM)

Studio di risonanza magnetica funzionale sugli effetti del punto Yanglingquan (GB34) sui circuiti motori in pazienti con emiplegia.

Background
La disabilità funzionale dei pazienti con ictus, in particolar modo riguardo all’attività motoria degli arti, influenza seriamente la qualità di vita. Sebbene sia stata dimostrata l’efficacia dell’agopuntura nel punto Yanglingquan (GB34) nel recupero dell’attività motoria, il meccanismo di base non è stato ben esplorato.

Obiettivi
Esplorare i meccanismi centrali dell’effetto immediato dell’agopuntura in GB34 sulle vie motorie nel paziente colpito da ictus con emiplegia.

Metodi
Gli effetti dell’agopuntura in GB34 sulle vie motorie sono stati analizzati con il test ANOVA per misure ripetute. Sono stati reclutati sei pazienti con ictus ed emiplegia. L’esecuzione di un compito motorio con la mano sinistra è stato valutato con fMRI sia prima che dopo il trattamento con agopuntura. Un punto sham è stato utilizzato come controllo. I cambiamenti più significativi valutati all’fMRI si sono evidenziati nel giro precentrale destro, che è stato scelto come zona per le successive analisi comparative. Quindi, le connessioni di questa zona sono state confrontate durante l’agopuntura vera e quella sham.

Risultati
Paragonata all’agopuntura sham, l’agopuntura vera in GB34 ha dimostrato avere degli effetti attivanti a livello del polo temporale destro, della lingula e del lobo cerebellare sinistro. Le interazioni inibenti si sono verificate principalmente nella corteccia motoria controlaterale e nella corteccia motoria dell’arto inferiore omolaterale.

Conclusioni
L’agopuntura in GB34 può aumentare le connessioni motorie-cognitive e al contempo ridurre l’attività compensatoria della corteccia motoria sana e la sincinesia omolaterale, il che può sicuramente promuovere la riabilitazione in caso di emiplegia e spasticità.

 

Chen X, Zhang H, Zou Y. A functional magnetic resonance imaging study on the effect of acupuncture at GB34 (Yanglingquan) on motor-related network in hemiplegic patients. Brain Res. 2015 Jan 16

Cos’e’ la tsuboterapia: origini dello shiatsu

Esistono diversi stili di Shiatsu, quelli principali sono stati fondati da tre grandi maestri Namikoshi,  Masunaga, e Serizawa. ma dei tre il meno diffuso in Europa e lo stile Serizawa forse per la sua complessità dal momento che si attiene alle basi della MTC. Coloro che sono attratti dalla MTC non possono non conoscere il suo percorso che ha contributo allo shiatsu. Innanzi tutto è bene conoscere realmente come ha avuto origine lo shiatsu? Molti lo attribuiscono a Namikoshi  che avrebbe dato inizio nel  XX secolo.

In realtà lo shiatsu deriva da una tradizione secolare sviluppata in Giappone attorno al VI secolo grazie ai monaci buddisti cinesi che lì si trasferirono portando con se tutto il loro sapere sulla MTC (medicina tradizionale cinese) e favorendone la diffusione.  Grande contributo alla conservazione di quest’arte manipolativa fu dato anche  dalla tradizione familiare giapponese dove ricordiamo il principe Shotoku (574-622 d.C.) promotore di grandi riforme politico-religiose che mandò studenti in Cina a specializzarsi in queste antiche tradizioni favorendo così la continua attenzione alla cura della salute.

In questo contesto di cura/prevenzione della salute furono introdotte in Giappone alcune arti manipolatorie cinesi: l’Anma (An-Mo), l’intera arte del trattamento manuale cinese, e l’An-Kiao che aggiungeva all’Anma degli esercizi di respirazione e riabilitazione. Queste arti unite all’Ampuku, il trattamento manuale per l’addome proprio del Giappone, sono alla base della cura manuale nipponica. Già nel 701 d.C. si ha traccia scritta di Anma su una pubblicazione dell’Impero, mentre per un testo di medicina bisognerà attendere il 984 d.C. quando T. Yasuryori scrisse l’Ishinpo, trenta volumi di un’attenta raccolta di trattati di medicina cinese,lavoro di grande rilevanza in quanto riporta citazioni di opere di MTC che altrimenti non ci sarebbero mai giunte in quanto andate perse. Il sapere dell’MTC e la manualità dell’Anma divennero obbligatorie per gli operatori della salute ma, nel periodo compreso tra il 1600 e il tardo 1800, ebbero una grossa decadenza in quanto i medici si indirizzarono maggiormente alle cure erboristiche ed il governo dell’epoca riservò ai non vedenti l’attività dell’Anma privandola del supporto cognitivo di MTC, di fatto allontanandola dal concetto classico di cura manipolatoria secondo i canoni della medicina tradizionale.

La politica di chiusura delle frontiere giapponesi di quegli stessi anni contribuì però alla larga diffusione delle arti tradizionali interne , Anma compreso. Tra il tardo 1800 e i primi anni del 1900, quando si riaprirono le frontiere con l’estero, ci fu un grande interesse per il mondo occidentale, medicina inclusaI medici tralasciarono la loro medicina tradizionale per potersi proporre rinnovati con le nuove tecniche provenienti dall’occidente. E’ nel 1911 che una legge riconosceva ufficialmente e regolamentava la figura professionale di agopuntori, di operatori Anma e di operatori di moxa. La stessa legge prevedeva la possibilità di praticare altre forme di manipolazione non riconosciute senza il bisogno di ulteriori concessioni locali, questo avrà molta importanza per lo sviluppo iniziale dello ShiatsuNegli anni successivi furono introdotte delle tecniche manuali provenienti dal Nord America (chiropratica, osteopatia, spondyloterapia); molti terapisti giapponesi si formarono seguendo questi metodi occidentali, ma è da notare come successivamente furono nuovamente attratti dal pensiero medico tradizionale giapponese. Furono editi in quel periodo testi come “Nuovi studi della medicina tradizionale” di Nakayama o “La medicina tradizionale giapponese e cinese” di Yumoto che contribuirono con tanti altri a diffondere a livello mondiale la “Medicina Orientale”. Sempre nel 1911 si iniziò ad attribuire all’atto di fare pressione, rara componente nei trattamenti Anma, una funzione curativa. A questo tipo di trattamento basato sulla pressione esercitata con le mani sul corpo del ricevente fu dato il nome di Shiatsu che come già abbiamo detto significa letteralmente “pressione con le dita”. Pare sia stato l’uso di questo termine, che rappresenta molto bene la tecnica del trattamento, a creare una differenziazione dall’Anma, arte ormai in decadimento.

Nel 1919 fu pubblicato il primo libro sullo Shiatsu: “Shiatsu-ho” di Tamai Tempaku, virtuoso nelle arti di Anpuku, Anma  nonché grande ispiratore di Tokujiro Namikoshi e in seguito quale allievo Shizuto Masunaga che porteranno in parte l’arte dello Shiatsu in tutto il mondo. Lo stesso Tamai Tempaku  può essere considerato il vero “fondatore” dello Shiatsu in quanto si rese conto per primo che alcune tecniche dell’Anma potevano essere utilizzate da sole con eccellenti e raffinati risultati di cura manuale. Per avere un riconoscimento ufficiale dello Shiatsu bisogna attendere il 1955 quando il Ministero della Sanità lo evidenziò come un trattamento manipolatorio basato sulla pressione ma pur sempre lasciandolo inquadrato come una tecnica di Amna. E’ solo nel 1964 che una nuova legge lo definì come forma autonoma di cura, differente sia dall’Anma che dalle tecniche di massaggio occidentaleQuesto riconoscimento ufficiale pare sia anche dovuto al fatto che sorsero, fin dal 1940, scuole per il suo specifico insegnamento; fra queste la più importante fu quella di Tokujiro Namikoshi che ebbe il merito di essere stato il primo a dare un’organizzazione didattica alla tecnica Shiatsu. Questa scuola aveva però una visione decisamente fisiologica ed anatomica della salute dell’uomo non tenendo più conto del patrimonio di medicina orientale. Per questo motivo, malgrado la diffusione che stava avendo lo Shiatsu grazie al riconoscimento del governo, lo stile Namikoshi si rivelò limitante in quanto fondamentalmente veniva proposto come terapia rivolta al sintomo senza valutare in toto la persona, quindi priva di approfondimenti  o  evoluzioni.

Questo non significa che questo stile non sia valido ma semplicemente che è rimasto invariato ormai da decenni, da quando ci furono i suoi esordi. Dobbiamo arrivare al contributo di Shizuto Masunaga per avere la profonda percezione e consapevolezza dello Shiatsu, fu lui ad osservare il ricevente come persona nel suo completo insieme e non più come un semplice corpo che evidenzia un sintomo. Fu lui a riportare lo Shiatsu verso l’antica arte di manipolazione giapponese in cui si considerava la salute della persona non solo come problema fisico ma come squilibrio che oltre a evidenziarsi a livello fisiologico si manifestava anche a livelli più sottili come quelli energetici, mentali, ..

Quando Shizuto Masunaga fonda la sua scuola reinserisce importanti concetti come l’ MTC quale riferimento fondamentale del suo Shiatsu; considera il sintomo visibile come segnale di squilibrio più profondo, lo collega alla funzionalità dell’organo corrispondente, lo rapporta al suo meridiano e al meridiano che percorre la zona del corpo interessata dallo squilibrio. Il suo metodo utilizza il percorso dei meridiani di MTC per avere indicazioni sulla condizione energetica, elementi che vengono poi utilizzati per ritrovare l’equilibrio della persona. Trae questi insegnamenti dal suo profondo conoscere della validità della Medicina Cinese che da migliaia di anni ripristina l’equilibrio utilizzando il sistema energetico dei meridiani. Apporta anche un contributo importante in quanto studiando i canali energetici percepisce che hanno dei prolungamenti in altre zone del corpo, in sostanza ritrova i meridiani delle braccia anche nelle gambe e viceversa (estensioni dei meridiani di Masunaga), quindi considera che una stessa funzione è rappresentata su una zona molto vasta del corpo. E’ proprio da questo concetto che incominciò a deviare dalla MTC ,introducendo un suo metodo di trattamento iniziando sull’addome e sul dorso delle particolari aree che consentirono di  effettuare una valutazione energetica dei vari meridiani; introduce l’uso di vari strumenti (nocche, pollici, gomiti, gionocchia, ..)

 Inserisce la teoria del KYO e del JITSU, un concetto che rivela l’interazione di qualità opposte, contrastanti e complementari dell’energia. KYO è il vuoto, la carenza, il bisogno; JITSU è l’evidenza, il sintomo, la soluzione inadeguata per compensare il bisogno. 

La Tsuboterapia integrata è una tecnica unica, catalogata come una disciplina sperimentale  e viene insegnata solo presso la nostra Associazione di scuole Tsuboterapia Integrata. Sia la Tsuboterapia Serizawa che la Tsuboterapia Integrata  hanno  le stesse basi  della MTC  ma quella Integrata  fa uso di  una diversa  tecnica di  stimolazione  mirata non solo ai tsubo collocati sui meridiani tradizionali  ma anche  su gli altri canali secondari.