EFFETTI IMMEDIATI SULLA FORZA MUSCOLARE

AGOPUNTURA E TECNICHE COMPLEMENTARI MANUALI QUALE LA TSUBOTERAPIA INTEGRATASUI MTM.

I trattamenti con agopuntura e tecniche simili quali elettro akupressure “TSUBOTERAPIA” su dei sportivi possono essere, sia terapeutici, ad esempio, lombalgia, molto frequenti, pubalgia, stiramento, distorsione, epicondilite ed epitrocleite, sia per riequilibrare l’organismo, mettendolo, in tal modo, in condizione di aumentare le performances e di abbreviare i tempi di recupero. Questi trattamenti sono molto utili nella preparazione di una gara, per arrivarvi rilassati e decontratti, sia per smaltire le tensioni successive alla prestazione agonistica, favorendo inoltre un sonno ristoratore. L’azione decontratturante permette di ridurre l’incidenza di stiramenti e strappi, che si incrementano con le tensioni, eccellenti sono l’ elettroakupressure e il micro massaggio cinese estremo orientale. Si ottengono spesso risultati sorprendenti nelle patologie acute, insorte recentemente, stimolando le capacità reattive dell’organismo, in genere elevate negli sportivi; ad esempio risulta molto efficace nel ridurre i tempi di recupero in caso di distorsioni ed ematomi. In genere, le patologie cronicizzate e sottoposte a molteplici trattamenti richiedono tempi più lunghi, ma anche in questi casi, che tra l’altro, sono quelli che più frequentemente vengono trattati con agopuntura, si ha una notevole percentuale di successi.

Aiuta a raggiungere naturalmente il massimo rendimento, non solo non danneggiando la salute, ma dando benessere psicofisico. Per esempio, é possibile evitare l’insorgenza dei crampi, con trattamenti simili a quelli effettuati nei coolies, che trasportano i risciò. Utilissima nella fase di recupero degli infortuni, sia per la sua elevata efficacia nelle patologie traumatiche, sia per la componente psichica. Infatti gli sportivi, abituati ad una intensa attività, che gli permette di scaricare nell’agonismo le tensioni, in caso di stop forzosi hanno un significativo risentimento psico-fisico. È stato effettuato uno studio clinico (controllato, incrociato) la quale ha verificato l’efficacia di una sola seduta di agopuntura nell’indurre un immediato incremento della forza muscolare. Sono state valutate 33 donne in età preadolescenziale, suddivise in tre gruppi (agopuntura, agopuntura sham*, placebo (agopuntura con laser-deattivato) in uno studio in doppio cieco incrociato.

La valutazione dell’incremento della forza è stata effettuata con misurazione dell’altezza del salto con appoggio bipodalico e misurazione della forza in contrazione massimale isometrica del quadricipite (MIVF). È stato effettuato anche un esame elettromiografico di superficie sul muscolo retto femorale. È stata verificata una differenza significativa dell’ MIVF fra il rilievo in condizioni basali e dopo agopuntura sham, mentre nell’altezza del salto non è stata evidenziata alcuna differenza. Questi risultati depongono per una certa efficacia del trattamento con agopuntura nell’incremento della forza di contrazione isometrica del quadricipite, in assenza di contributo alla performance dell’atleta. Tale rilievo può suggerire l’applicazione di tale metodica in ambito riabilitativo.

Hubscher M, Vogt L, Ziebart T, et al. Immediate effects of acupuncture on strength performance: a randomized, controlled crossover trial. Eur J Appl Physiol. 2010 Sep;110(2):353-8. Dalla Newsletter della FISA.

 

MTC – TSUBOTERAPIA E REFLUSSO GASTROESAFAGEO

Cosa ha da dire la tsuboterapia sul reflusso.

Studi epidemiologici evidenziano che fino al 25% delle persone manifestano i sintomi frequentemente mentre il 10% li manifesta quotidianamente, alterando notevolmente la qualità della vita.

Come si manifesta questa patologia ?

Questa malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) si manifesta con dei disturbi gastrointestinali molto diffusi. Tipicamente si manifesta con bruciore retrosternale e rigurgito acido nell’esofago, a volte diurni, spesso notturni. Anche disturbi del sonno possono essere causa collegati alla (MRGE). Oltre ai sintomi tipici, questa patologia può mostrarsi con una serie di disturbi che possono accompagnare il bruciore e il rigurgito, laringite e raucedine cronica (soprattutto mattutina), tosse stizzosa, asma, palpitazioni, eruttazioni, erosioni dentali, bronchiti ricorrenti e mal di gola persistenti e inspiegati. Questi sintomi “atipici” possono presentarsi da soli, rendendo necessaria una diagnosi di esclusione prima di arrivare alla malattia da reflusso. In alcuni casi compare un dolore toracico così intenso da simulare una patologia cardiaca, mentre in altri non si manifesta bruciore o dolore, e il sospetto di malattia si pone solo dopo un tempo prolungato quando compare difficoltà a deglutire per stenosi dell’esofago distale. Tale stenosi si sviluppa a causa dell’infiammazione cronica e persistente della mucosa esofagea che crea una sorta di cicatrice e impedisce la normale dilatazione dell’esofago al passaggio del bolo alimentare.

Perché si sviluppa questa sindrome ?

La causa si riscontra nell’alterazione dei meccanismi antireflusso fisiologici, ad esempio l’incontinenza dello sfintere esofageo inferiore o l’errata localizzazione della giunzione gastroesofagea sul diaframma a creare una ernia iatale. Oltre l’incompetenza delle barriere, il contenuto gastrico risale più facilmente quando: aumenta la pressione nello stomaco (dopo i pasti); si passa dalla posizione in piedi in posizione supina o chinarsi in avanti, a causa della forza di gravità; la pressione intraddominale è aumentata, altre cause possono essere.. (obesità, gravidanza, abiti stretti intorno alla vita). Gli inibitori a pompa protonica sono i primi farmaci ad essere usati, in altri casi, è necessario effettuare una gastroscopia (età avanzata, calo ponderale, disfagia, dolore epigastrico, fumo, familiarità per ulcere o tumori del tratto digerente). Spesso tuttavia la gastroscopia risulta normale o mostra solo l’ernia iatale. Poiché almeno il 60% dei pazienti non ha esofagite o erosioni alla gastroscopia, si è classificato questo tipo di reflusso senza alterazioni della mucosa come un sottogruppo di malattia a sé (NERD: non-erosive reflux disease).

Possiamo fare qualcosa?

Modificare innanzi tutto lo stile di vita e dell’alimentazione, come ridurre il consumo di caffeina, alcolici, di cibi acidi ed evitare pasti eccessivamente ricchi di grassi smettere di fumare. Può essere utile mettere due cuscini o sollevare la testiera del letto in modo da ridurre il reflusso notturno, evitare di indossare abiti stretti in vita e perdere peso nei casi di obesità. Se tali presidi non sono sufficienti cosa si fa? La terapia farmacologica standard in molti pazienti non riesce a ottenere un controllo completo dei sintomi e spesso deve essere portata avanti per anni pena la ripresa dei disturbi. A tal proposito entra in gioco la Medicina Tradizionale Cinese, l’agopuntura, la Tsuboterapia Integrata che è un trattamento efficace per il reflusso sia da sola sia in associazione ai farmaci quando questi non sono sufficienti. Studi hanno dimostrato che è possibile in molti casi eliminare il dosaggio dell’inibitore di pompa quando è associato a un ciclo di Tsuboterapia Integrata, poiché la remissione dei sintomi è la stessa della terapia con il solo farmaco a dosaggio pieno.

Il ruolo della tsuboterapia integrata

La stimolazione degli tsubo non solo è in grado di ridurre la secrezione acida gastrica, ma migliora anche la motilità gastro-esofagea favorendo lo svuotamento, limitando l’incontinenza dello sfintere esofageo inferiore e riduce la percezione del dolore. Oltre ad agire a livello locale, la Tsuboterapia Integrata può fornire inoltre un supporto globale in quanto riequilibra situazioni di stress che spesso sono alla base della persistenza o dell'aggravamento dei sintomi. Sono stati portati degli studi con l’elettrostimolazione sui punti tsubo quali: Zusanli, Zhongwan, Neiguan, Taichong e Gongsun per trattare i sintomi della malattia. Il trattamento è individualizzato, prevede in genere un ciclo di dieci sedute settimanali (o bisettimanali nei casi più gravi) che possono essere seguite da trattamenti di mantenimento con cadenza variabile a seconda del caso. Si possono effettuare anche brevi cicli di richiamo nei periodi di peggioramento stagionale (primavera e autunno), da accompagnare o meno alla terapia farmacologica.

Scritto da Giuseppe Suppressa
Presidente A.S.T.I.S.
Direttore didattico Scuola “University School European Tsuboterapia Serizawa

Testi divulgativi:
Prof. Francesco Cognetti - Direttore del Dipartimento di Oncologia medica dell’Istituto nazionale Regina Elena Primario Divisione di Oncologia medica A dell’Istituto nazionale Regina Elena per lo studio e la cura dei tumori (Roma). Past Presidente Associazione italiana di oncologia medica (AIOM)

Studio di risonanza magnetica funzionale sugli effetti del punto Yanglingquan (GB34) sui circuiti motori in pazienti con emiplegia.

Background
La disabilità funzionale dei pazienti con ictus, in particolar modo riguardo all’attività motoria degli arti, influenza seriamente la qualità di vita. Sebbene sia stata dimostrata l’efficacia dell’agopuntura nel punto Yanglingquan (GB34) nel recupero dell’attività motoria, il meccanismo di base non è stato ben esplorato.

Obiettivi
Esplorare i meccanismi centrali dell’effetto immediato dell’agopuntura in GB34 sulle vie motorie nel paziente colpito da ictus con emiplegia.

Metodi
Gli effetti dell’agopuntura in GB34 sulle vie motorie sono stati analizzati con il test ANOVA per misure ripetute. Sono stati reclutati sei pazienti con ictus ed emiplegia. L’esecuzione di un compito motorio con la mano sinistra è stato valutato con fMRI sia prima che dopo il trattamento con agopuntura. Un punto sham è stato utilizzato come controllo. I cambiamenti più significativi valutati all’fMRI si sono evidenziati nel giro precentrale destro, che è stato scelto come zona per le successive analisi comparative. Quindi, le connessioni di questa zona sono state confrontate durante l’agopuntura vera e quella sham.

Risultati
Paragonata all’agopuntura sham, l’agopuntura vera in GB34 ha dimostrato avere degli effetti attivanti a livello del polo temporale destro, della lingula e del lobo cerebellare sinistro. Le interazioni inibenti si sono verificate principalmente nella corteccia motoria controlaterale e nella corteccia motoria dell’arto inferiore omolaterale.

Conclusioni
L’agopuntura in GB34 può aumentare le connessioni motorie-cognitive e al contempo ridurre l’attività compensatoria della corteccia motoria sana e la sincinesia omolaterale, il che può sicuramente promuovere la riabilitazione in caso di emiplegia e spasticità.

 

Chen X, Zhang H, Zou Y. A functional magnetic resonance imaging study on the effect of acupuncture at GB34 (Yanglingquan) on motor-related network in hemiplegic patients. Brain Res. 2015 Jan 16

Cos’e’ la tsuboterapia: origini dello shiatsu

Esistono diversi stili di Shiatsu, quelli principali sono stati fondati da tre grandi maestri Namikoshi,  Masunaga, e Serizawa. ma dei tre il meno diffuso in Europa e lo stile Serizawa forse per la sua complessità dal momento che si attiene alle basi della MTC. Coloro che sono attratti dalla MTC non possono non conoscere il suo percorso che ha contributo allo shiatsu. Innanzi tutto è bene conoscere realmente come ha avuto origine lo shiatsu? Molti lo attribuiscono a Namikoshi  che avrebbe dato inizio nel  XX secolo.

In realtà lo shiatsu deriva da una tradizione secolare sviluppata in Giappone attorno al VI secolo grazie ai monaci buddisti cinesi che lì si trasferirono portando con se tutto il loro sapere sulla MTC (medicina tradizionale cinese) e favorendone la diffusione.  Grande contributo alla conservazione di quest’arte manipolativa fu dato anche  dalla tradizione familiare giapponese dove ricordiamo il principe Shotoku (574-622 d.C.) promotore di grandi riforme politico-religiose che mandò studenti in Cina a specializzarsi in queste antiche tradizioni favorendo così la continua attenzione alla cura della salute.

In questo contesto di cura/prevenzione della salute furono introdotte in Giappone alcune arti manipolatorie cinesi: l’Anma (An-Mo), l’intera arte del trattamento manuale cinese, e l’An-Kiao che aggiungeva all’Anma degli esercizi di respirazione e riabilitazione. Queste arti unite all’Ampuku, il trattamento manuale per l’addome proprio del Giappone, sono alla base della cura manuale nipponica. Già nel 701 d.C. si ha traccia scritta di Anma su una pubblicazione dell’Impero, mentre per un testo di medicina bisognerà attendere il 984 d.C. quando T. Yasuryori scrisse l’Ishinpo, trenta volumi di un’attenta raccolta di trattati di medicina cinese,lavoro di grande rilevanza in quanto riporta citazioni di opere di MTC che altrimenti non ci sarebbero mai giunte in quanto andate perse. Il sapere dell’MTC e la manualità dell’Anma divennero obbligatorie per gli operatori della salute ma, nel periodo compreso tra il 1600 e il tardo 1800, ebbero una grossa decadenza in quanto i medici si indirizzarono maggiormente alle cure erboristiche ed il governo dell’epoca riservò ai non vedenti l’attività dell’Anma privandola del supporto cognitivo di MTC, di fatto allontanandola dal concetto classico di cura manipolatoria secondo i canoni della medicina tradizionale.

La politica di chiusura delle frontiere giapponesi di quegli stessi anni contribuì però alla larga diffusione delle arti tradizionali interne , Anma compreso. Tra il tardo 1800 e i primi anni del 1900, quando si riaprirono le frontiere con l’estero, ci fu un grande interesse per il mondo occidentale, medicina inclusaI medici tralasciarono la loro medicina tradizionale per potersi proporre rinnovati con le nuove tecniche provenienti dall’occidente. E’ nel 1911 che una legge riconosceva ufficialmente e regolamentava la figura professionale di agopuntori, di operatori Anma e di operatori di moxa. La stessa legge prevedeva la possibilità di praticare altre forme di manipolazione non riconosciute senza il bisogno di ulteriori concessioni locali, questo avrà molta importanza per lo sviluppo iniziale dello ShiatsuNegli anni successivi furono introdotte delle tecniche manuali provenienti dal Nord America (chiropratica, osteopatia, spondyloterapia); molti terapisti giapponesi si formarono seguendo questi metodi occidentali, ma è da notare come successivamente furono nuovamente attratti dal pensiero medico tradizionale giapponese. Furono editi in quel periodo testi come “Nuovi studi della medicina tradizionale” di Nakayama o “La medicina tradizionale giapponese e cinese” di Yumoto che contribuirono con tanti altri a diffondere a livello mondiale la “Medicina Orientale”. Sempre nel 1911 si iniziò ad attribuire all’atto di fare pressione, rara componente nei trattamenti Anma, una funzione curativa. A questo tipo di trattamento basato sulla pressione esercitata con le mani sul corpo del ricevente fu dato il nome di Shiatsu che come già abbiamo detto significa letteralmente “pressione con le dita”. Pare sia stato l’uso di questo termine, che rappresenta molto bene la tecnica del trattamento, a creare una differenziazione dall’Anma, arte ormai in decadimento.

Nel 1919 fu pubblicato il primo libro sullo Shiatsu: “Shiatsu-ho” di Tamai Tempaku, virtuoso nelle arti di Anpuku, Anma  nonché grande ispiratore di Tokujiro Namikoshi e in seguito quale allievo Shizuto Masunaga che porteranno in parte l’arte dello Shiatsu in tutto il mondo. Lo stesso Tamai Tempaku  può essere considerato il vero “fondatore” dello Shiatsu in quanto si rese conto per primo che alcune tecniche dell’Anma potevano essere utilizzate da sole con eccellenti e raffinati risultati di cura manuale. Per avere un riconoscimento ufficiale dello Shiatsu bisogna attendere il 1955 quando il Ministero della Sanità lo evidenziò come un trattamento manipolatorio basato sulla pressione ma pur sempre lasciandolo inquadrato come una tecnica di Amna. E’ solo nel 1964 che una nuova legge lo definì come forma autonoma di cura, differente sia dall’Anma che dalle tecniche di massaggio occidentaleQuesto riconoscimento ufficiale pare sia anche dovuto al fatto che sorsero, fin dal 1940, scuole per il suo specifico insegnamento; fra queste la più importante fu quella di Tokujiro Namikoshi che ebbe il merito di essere stato il primo a dare un’organizzazione didattica alla tecnica Shiatsu. Questa scuola aveva però una visione decisamente fisiologica ed anatomica della salute dell’uomo non tenendo più conto del patrimonio di medicina orientale. Per questo motivo, malgrado la diffusione che stava avendo lo Shiatsu grazie al riconoscimento del governo, lo stile Namikoshi si rivelò limitante in quanto fondamentalmente veniva proposto come terapia rivolta al sintomo senza valutare in toto la persona, quindi priva di approfondimenti  o  evoluzioni.

Questo non significa che questo stile non sia valido ma semplicemente che è rimasto invariato ormai da decenni, da quando ci furono i suoi esordi. Dobbiamo arrivare al contributo di Shizuto Masunaga per avere la profonda percezione e consapevolezza dello Shiatsu, fu lui ad osservare il ricevente come persona nel suo completo insieme e non più come un semplice corpo che evidenzia un sintomo. Fu lui a riportare lo Shiatsu verso l’antica arte di manipolazione giapponese in cui si considerava la salute della persona non solo come problema fisico ma come squilibrio che oltre a evidenziarsi a livello fisiologico si manifestava anche a livelli più sottili come quelli energetici, mentali, ..

Quando Shizuto Masunaga fonda la sua scuola reinserisce importanti concetti come l’ MTC quale riferimento fondamentale del suo Shiatsu; considera il sintomo visibile come segnale di squilibrio più profondo, lo collega alla funzionalità dell’organo corrispondente, lo rapporta al suo meridiano e al meridiano che percorre la zona del corpo interessata dallo squilibrio. Il suo metodo utilizza il percorso dei meridiani di MTC per avere indicazioni sulla condizione energetica, elementi che vengono poi utilizzati per ritrovare l’equilibrio della persona. Trae questi insegnamenti dal suo profondo conoscere della validità della Medicina Cinese che da migliaia di anni ripristina l’equilibrio utilizzando il sistema energetico dei meridiani. Apporta anche un contributo importante in quanto studiando i canali energetici percepisce che hanno dei prolungamenti in altre zone del corpo, in sostanza ritrova i meridiani delle braccia anche nelle gambe e viceversa (estensioni dei meridiani di Masunaga), quindi considera che una stessa funzione è rappresentata su una zona molto vasta del corpo. E’ proprio da questo concetto che incominciò a deviare dalla MTC ,introducendo un suo metodo di trattamento iniziando sull’addome e sul dorso delle particolari aree che consentirono di  effettuare una valutazione energetica dei vari meridiani; introduce l’uso di vari strumenti (nocche, pollici, gomiti, gionocchia, ..)

 Inserisce la teoria del KYO e del JITSU, un concetto che rivela l’interazione di qualità opposte, contrastanti e complementari dell’energia. KYO è il vuoto, la carenza, il bisogno; JITSU è l’evidenza, il sintomo, la soluzione inadeguata per compensare il bisogno. 

La Tsuboterapia integrata è una tecnica unica, catalogata come una disciplina sperimentale  e viene insegnata solo presso la nostra Associazione di scuole Tsuboterapia Integrata. Sia la Tsuboterapia Serizawa che la Tsuboterapia Integrata  hanno  le stesse basi  della MTC  ma quella Integrata  fa uso di  una diversa  tecnica di  stimolazione  mirata non solo ai tsubo collocati sui meridiani tradizionali  ma anche  su gli altri canali secondari.

Dolore al collo

Chi soffre del comune dolore al tratto cervicale può ricevere apprezzabili benefici dall’Agopuntura. Se avvertite un dolore localizzato alla nuca e al collo accompagnato da rigidità e limitazione dei movimenti del collo, si tratta di Cervicalgie. Questo disturbo può essere acuto e transitorio, nel caso in cui sussista per un tempo prolungato o si ripeta di frequente, è opportuna un’accurata indagine diagnostica e la prescrizione della terapia. La Cervicalgia colpisce tutte le fasce d’età e la sua incidenza è aumentata negli ultimi anni a causa del moderno stile di vita.

 

Se ne possono distinguere tre forme:

  • Cervicalgia vera e propria quando il dolore colpisce soprattutto la regione cervicale irradiandosi, attraverso i muscoli trapezi, alle spalle;
  • Sindrome Cervico-Cefalica con Cefalea, vertigini, disturbi della vista e dell’udito, disturbi della deglutizione;
  • Sindrome Cervico-Brachiale con dolore alla nuca e al braccio, a volte anche alla mano.

 

Cause e fattori scatenanti

Il collo è una struttura molto delicata e mobile; esso svolge l’importante compito di sostenere la testa che è pesante e anche molto vulnerabile in quanto più facilmente sottoposta ad eventi traumatici. Le cause di questa patologia sono molteplici, alcune delle quali molto banali, come per esempio andare in moto poco protetti dall’aria, sostare in ambienti con aria condizionata, avere abitudini sedentarie o, al contrario, praticare sport in modo esagerato con il conseguente rischio di traumi o micro traumi ripetuti. In particolare la vita sedentaria, con conseguente flaccidità e ipotonia muscolare, rende il collo più vulnerabile o, al contrario, determina nel corpo squilibri dovuti a posture scorrette assunte durante lo studio o l’attività lavorativa, come per esempio stare per molto tempo davanti al computer. Un’altra causa molto frequente è legata ad una posizione scorretta durante il sonno. Rilevanti sono anche lo stress, il senso di responsabilità, l’ansia o la depressione che provocano tensione muscolare oltre ad una postura scorretta.

 Come evolve se non trattata

Molte delle cause viste in precedenza possono provocare alterazioni a tutte le strutture muscolo-scheletriche che compongono la regione cervicale. Nella maggior parte dei casi, specialmente nella fase iniziale, l’alterazione non è grave e consiste in una contrattura muscolare. Con l’andare del tempo questa contrattura, oppure traumi come il colpo di frusta, possono determinare lesioni sia al disco intervertebrale sia alle articolazioni tra le vertebre e possono predisporre alla formazione di una patologia molto comune che è la Cervicoartrosi; quest’ultima è caratterizzata dalla disidratazione e dalla perdita di elasticità del nucleo polposo dei dischi intervertebrali con conseguente rischio d’erniazione, nonché formazione di “osteofiti” ovvero deposizioni di sali di calcio a livello dei margini dei corpi vertebrali.

 La diagnosi

È abbastanza semplice ed è formulata da parte del Medico attraverso un’anamnesi accurata. In alcuni casi possono essere opportune indagini diagnostiche più specifiche come la Radiografia standard, che rivela eventuali modifiche delle vertebre, la TAC o ancora meglio la Risonanza Magnetica che mostra, oltre le strutture ossee, anche i tessuti, i muscoli e i legamenti. In alcuni casi di dolore che si estende dal collo fino alla mano può essere determinante, per la diagnosi, l’elettromiografia.

 Come si cura

Nelle forme acute è raccomandato il riposo, mentre per le forme post traumatiche è consigliato il collare. In entrambi i casi vanno disciplinate l’attività sportiva e quella lavorativa. Nella cura della Cervicalgia possono essere utili la Chinesiterapia, la TENS, la Massoterapia e le Manipolazioni eseguite da Operatori molto esperti; la Laserterapia e gli Ultrasuoni hanno invece dubbia utilità. In ultimo si può ricorrere, per brevi periodi, a causa degli effetti collaterali, all’uso di farmaci antinfiammatori e miorilassanti; questi però non portano alla risoluzione del problema che, infatti, si ripresenta ciclicamente.

 L’Agopuntura

Il trattamento con Agopuntura può risultare opportuno: diversi lavori internazionali attestano la sua efficacia nelle patologie dolorose, specialmente dell’apparato muscoloscheletrico, attraverso il suo effetto miorilassante, antidolorifico e antinfiammatorio. Il Medico Agopuntore, preso atto della patologia, visti gli esami diagnostici, e dopo un’attenta anamnesi, deve impostare la propria diagnosi in base alle caratteristiche della sintomatologia clinica e in base ai canoni della Medicina Tradizionale Cinese. Secondo la Medicina Cinese il dolore localizzato alla regione cervicale è dovuto al fatto che in alcuni Meridiani (canali energetici), localizzati in questa regione, la circolazione “energetica” è ostacolata, per cui ne consegue un’ostruzione o stasi circolatoria.

Il trattamento con Agopuntura risulta efficace nelle patologie dolorose, attraverso il suo effetto miorilassante, antidolorifico e antinfiammatorio

Le cause di questa ostruzione sono molteplici e si distinguono in cause esterne o interne. Le cause esterne sono rappresentate dall’esposizione ai fattori climatici come il vento, il freddo o l’umidità che colpiscono questa regione, da traumi o microtraumi ripetuti, dalla postura sbagliata oppure da pratiche sportive non appropriate. Le cause interne sono dovute a disfunzioni degli Organi interni o a problematiche legate alle “emozioni”, cioè a situazioni psicologiche come l’ansia, la tristezza o la depressione che provocano una disfunzione di alcuni Organi e un’ostruzione della circolazione “Energetica”.

 I punti di Agopuntura

Al livello del collo passano diversi Meridiani e quindi il compito dell’Agopuntore è quello di individuare, in base alla zona colpita dal dolore, i Meridiani interessati dall’ostruzione e utilizzare i punti appropriati per ripristinare il libero fluire dell’energia bloccata. Poiché gli stessi Meridiani percorrono tutto il corpo, occorre usare punti distali agli arti per completare la disostruzione. Sul corpo vanno successivamente individuati punti specifici per contrastare i diversi fattori responsabili dell’ostruzione che provoca il dolore. Vengono stimolati particolari punti per curare il dolore provocato dal vento, dal freddo, dall’umidità, o dalla causa traumatica. Altri punti sono specifici per correggere l’eventuale disfunzione di organi, e altri per dissipare l’ansia o alleviare le problematiche legate alla depressione. L’ultimo concetto è dato dalla considerazione che tra le molte persone esposte a condizioni climatiche sfavorevoli (vento o umidità), a posture sbagliate o a microtraumi, solo alcune di esse soffrono di Cervicalgia. In queste ultime le difese organiche sono deficitarie e occorre quindi rafforzarle. Il trattamento con Agopuntura ottiene risultati risolutivi nelle forme acute di Cervicalgia, quando sono interessate le strutture muscolari, accompagnate da spasmo muscolare e limitazione nei movimenti del collo. Nelle forme che si protraggono da anni, i risultati sono ugualmente buoni; dopo un ciclo iniziale di sedute di terapia, occorre però fare dei piccoli richiami di poche sedute, una o due volte l’anno.

Lo Shiatsu cura o no? La Medicina tradizionale cinese cura???

a cura di Giuseppe Suppressa

Rispondendo a coloro che affermano che lo shiatsu non è una tecnica che cura, quindi che non riesce a rallentare un processo degenerativo di una malattia, noi che pratichiamo lo shiatsu Serizawa Tsuboterapia Integrata, ci discostiamo da queste associazioni o maestri che fanno queste affermazioni. Certo non è nostra cura indagare se questi maestri o associazioni siano convinti di quel che dicono, oppure se sono complici di un sistema politico e in particolare sanitario che proibisce a coloro che utilizzano le discipline Orientali nell’affermare che possono recare benefici salutari per il semplice motivo che hanno paura che invadiamo il loro campo o che desideriamo sostituirci a loro.

 

Su questo siamo d’accordo, noi non vogliamo sostituirci a figure mediche, almeno per noi non ci teniamo, e quindi succede che quando ci si pubblicizza lo shiatsu affermiamo che lo shiatsu non cura, non cura cervicale…artrosi…discopatie…tunnel carpali…ecc….Ma rimanendo nel nostro mondo “orientale” e quindi riferendoci ai vari insegnanti di shiatsu, vorremmo sapere, e sarebbe interessante saperlo a quale stile di shiatsu si riferiscono? Beh! la maggioranza di questi si riferiscono ai due stili ben conosciuti e praticati almeno in Europa.

 

Difatti quando si parla o si pubblicizzano i diversi stili di shiatsu quasi sempre si menziona, Masunaga e Namikoshi. Non entriamo in merito ai loro stili, e lasciamo a loro le problematiche su chi ha dato origine allo shiatsu Masunaga o Namikoshi, e tantomeno se il trattamento che viene effettuato in caso di “emicrania, cervicale, colpo della strega, traumi ecc.” risolva o no, tali disturbi, anzi addirittura c’è chi afferma che tecnicamente è sbagliato dire: lo shiatsu non cura. Potremmo soffermarci molto su questo argomento, ma è doveroso a questo punto chiedervi:

Perché parlate dello shiatsu in generale? Se non sbaglio la storia dello shiatsu dice che sono tre i fondatori dello shiatsu, Namikoshi, Masunaga, Serizawa.

Quindi queste affermazioni sono valide anche per quanto concerne lo stile Serizawa? Comunque di questo ultimo stile menzionato (Serizawa) si sa ben poco o niente, solo che è che una derivazione dello Shiatsu.

Ritornando ai tre diversi stili, due di essi si basano sulla medicina tradizionale cinese (MTC). Masunaga dopo essere stato allievo di Namikoshi in seguito si accosta alla MTC, è successivamente inserisce argomenti che abbracciano lo Zen ecc….Come già detto sopra, noi non desideriamo entrare in merito a queste discipline, non ci riguardano, quindi le rispettiamo, ma visto che seguiamo lo stile Serizawa ed esso è considerato uno dei tre stili dello Shiatsu, ci sentiamo chiamati in causa quando affermano che lo shiatsu non cura. Dal momento che Serizawa, lasciò un segno importante non solo nello shiatsu, ma soprattutto nell’aver identificato scientificamente i meridiani, applicando i suoi metodi con la MTC essendo anche un grande Moxatore oltre che istruire agopuntori, il suo metodo, è sempre stato molto vicino alla MTC, per cui coloro che hanno abbracciato il suo stile devono seguire attentamente i principi della MTC avanzata sia come insegnanti che come operatori. È vero, che questo stile non è presente e non praticato nel nostro paese, e non vi sono scuole e a parte la nostra associazione ASTIS, nessuno lo rappresenta. Forse la risposta potrebbe trovarsi mettendo a confronto entrambi i stili di Serizawa e Masunaga, cosa insegna l’uno e cosa insegna l’altro, e visto che si tratta comunque che entrambi hanno delle basi di MTC potrebbero essere compatibili, potrebbero…ma non lo sono.

Per questo motivo riteniamo che sia sbagliato fare di tutto un’erba un fascio asserendo che lo shiatsu non curi, quindi sarebbe più appropriato dire che: lo stile di shiatsu che tu pratichi… non cura, ma non menzionare per favore lo Shiatsu in generale.

Ritornando alla domanda iniziale, LO SHIATSU CURA???

Che dire dello Shiatsu Serizawa che si basa sulla MTC:

La Medicina tradizionale cinese cura??? L’agopuntura essendo parte integrante della MTC ..cura??? La digitopressione Cura??? L’agopuntura e acupressione sono differenti???

 

Ascoltiamo alcune persone, a mio avviso “qualificate”, per capire come stanno le cose in merito.

 “Differenza tra agopuntura e acupressione”

Entrambe derivano dalla tradizione cinese e fanno parte delle tecniche di medicina alternativa. Hanno scopo terapeutico e pertanto si prefiggono di alleviare il dolore e la sofferenza partendo dal presupposto che nel nostro corpo c’è un flusso di energia continuo (che scorre sui cosiddetti meridiani) che a volte per svariati motivi (come ad esempio lo stress) può bloccarsi in alcuni punti, causando disturbi e malessere. La stimolazione cutanea di questi punti, ne favorisce lo sblocco e quindi il fluire dell’energia, che dona sollievo al dolore e ritrovato benessere al corpo. La stimolazione di questi punti può avvenire attraverso strumenti appuntiti come ad esempio gli aghi nel caso dell’agopuntura o direttamente attraverso la pressione delle dita (in una sorta di massaggio), nel caso invece dell’acupressione (altrimenti detta agopressione cutanea o digitopressione). L’utilizzo di queste tecniche oggi trova largo impiego nella cura ad esempio del mal di schiena, dei dolori alle articolazioni del ginocchio, della nausea in gravidanza, dell’insonnia, della gastrite e dell’asma. Trovano applicazione anche nella cura dei disturbi di tipo emotivo, come l’ansia e la depressione”.

– S.I.A.Società Italiana di Agopuntura;
– F.I.S.A.Federazione Italiana delle Società di Agopuntura

Un altro esperto dice quanto segue:

L’energia, scorrendo attraverso i “canali” dei meridiani principali, mette in qualche modo in comunicazione gli organi interni con alcuni punti della superficie cutanea: la medicina cinese ne ha individuati 365 da poter influenzare applicando l’agopuntura, con effetti benefici sull’organo “correlato” al punto trattato, e di questi alcuni possono essere impiegati anche per l’acupressione. In questo caso non si inseriscono aghi ma si preme con le dita o con “bottoni” da tenere applicati sulla parte. «Oggi sono sempre più numerosi gli studi scientifici in cui l’acupressione si è dimostrata efficace – spiega Piero Ettore Quirico, medico ed esperto di agopuntura e acupressione – Sono stati condotti esperimenti… che premendo sui punti specifici… i risultati sono stati efficaci per nausea e l’insonnia».

 “E secondo una ricerca italiana pubblicata su Neurological Science , la pressione del punto P6 sarebbe efficace anche contro la nausea da emicrania. Sono poi numerose le prove che indicano un beneficio dell’acupressione nei confronti dell’insonnia, grazie probabilmente a un effetto rilassante e ansiolitico della tecnica: agendo sul punto H7 Shenmen, che si trova nella parte interna del polso, si può migliorare il riposo, soprattutto se lo si preme per un periodo costante.”

Quindi lo Shiatsu cura?????

 A voi la risposta

 Nella nostra realtà di operatori Tsuboterapici o Acupressori, siamo simili strategicamente come un agopuntore, selezionando punti specifici sulla base di una diagnosi energetica per ottenere un certo risultato, (obbligati a dire che non ci sostituiamo a figure mediche). La digitopressione che usiamo può essere facilmente integrata all’interno con altre tecniche manuali quale: il Tui na, il micromassaggio estremo orientale, incluse manovre sui tendino muscolari (MTM), passando in seguito alla tecnica Serizawa. Il nostro intervento sarà anche sui punti xi fessura, i punti he, i punti yuan, usando le combinazioni di protocolli dei cinque punti shu antichi, i luò, insomma abbiamo a disposizione molte informazioni della medicina tradizionale cinese per poter dire che siamo in grado di modificare aspetti energetici che creano disagio nel ristabilirli al meglio e far star bene una persona che si affida a noi. Ma credo che il problema comunque non riguarda se i diversi stili quali Serizawa, Namikoshi, Masunaga, siano validi, ma….. sappiamo bene che il problema è solo in Italia, perché lo Shiatsu non è riconosciuto dalla Medicina ufficiale, né tanto meno dalla legislazione italiana, a differenza di quanto avviene in Giappone, Cina, America, e ormai in più di un Paese anche in Europa: Svizzera – Olanda- Catalogna- Spagna, Austria, Germania, e in modo parziale in Inghilterra. Il pericolo è anche che si può essere accusati di abuso della professione sanitaria se l’operatore che lo esercita, si dichiara di utilizzarlo a scopo terapeutico, e quindi necessario astenersi dall’usare termini come terapia, paziente, ect. Ma questa è un’altra storia…

QUINDI LO SHIATSU CURA????

RISPOSTA: Nei paesi Europei e altrove è SI!!… lo SHIATSU CURA, in ITALIA NO!!!.

Il nuovo disturbo causato dalla tecnologia:

dolori al collo e problemi posturali

Si tratta della sindrome del “text-neck“, ovvero di dolori cervicali causati dalla posizione scorretta e prolungata della testa durante l’utilizzo di cellulari, Tablet, computer, etc..La sindrome denominata” text neck’, espressione coniata in Gran Bretagna, significa letteralmente:” collo da messaggi” e si riferisce ad una errata postura del collo che l’individuo assume quando scrive messaggi col telefonino oppure fissa per lungo tempo lo schermo del computer. E’ una malattia sociale, scoperta e studiata recentemente da alcuni chiropratici anglosassoni, che interessa principalmente la muscolatura del collo.

Il collo sostiene la testa ed è quindi sottoposto ad un notevole sforzo che riesce a sopportare mantenendo una posizione fisiologica” in asse” con la colonna vertebrale. Quando, al contrario, l’uso prolungato di telefonini o di computer determina una posizione innaturale del collo che viene proiettato in avanti o di lato per guardare gli schermi, si crea uno squilibrio posturale che è alla base della sindrome.

Si osserva anche una inversione della curva fisiologica del collo con conseguente interessamento dei fasci muscolari contigui che vengono flessi in maniera innaturale e per lungo tempo.
I principali sintomi della sindrome sono:

  • rigidità muscolare
  • dolore localizzato al collo
  • dolore che si irradia a spalle, braccia e polsi
  • saltuari mal di testa

 

Qualora i sintomi continuino per un lasso di tempo molto lungo, è possibile che si trasformino in artrite, una patologia più complessa della” text neck”. Generalmente le donne sono colpite in modo più doloroso rispetto agli uomini in quanto il collo femminile è più sottile e più esile di quello maschile e quindi maggiormente vulnerabile.